Progetto

Riflessioni sul fotografico fra antichi e nuovi linguaggi – Un contenitore culturale per un progetto condiviso.

Nell’universo questo momento non esiste. Nella fisica il concetto di tempo è diventato qualcosa che non c’entra più con la nostra “idea di tempo”, si mescola con lo spazio, è soggetto alle fluttuazioni quantistiche. Dimenticando il concetto di tempo è più facile capire come funziona il mondo a livello fondamentale, ciononostante nella nostra esperienza l’atto di fermare il tempo/presente in uno scatto con l’ausilio della “luce” può essere una prassi per prendere visione e raccogliere momenti di tempo/presente trascorsi, fermati per la conservazione della memoria.
Presente e passato sono indissolubilmente legati, in assenza di fonti certe, senza nessuna azione atta alla costituzione di una memoria (sia privata che collettiva), o senza una trascrizione o celebrazione messa in atto attraverso qualsivoglia forma, orale, grafica o iconografica, il destino ineludibile del presente/passato è rappresentato dalla caduta nell’oblio, o peggio ancora dalla vittoria dei ricorsi del revisionismo.
Perché sentiamo la necessità in tempo reale di condividere quanto il nostro sguardo coglie? Perché costruiamo un’estensione della nostra persona/personalità/identità attraverso immagini della nostra privacy? Difficilmente ciò è ascrivibile solamente alla rivoluzione tecnologica dei mezzi di ripresa e diffusione digitale. Quanto le immagini che vediamo esposte in mostra o pubblicate sui giornali sono reale rappresentazione del presente e non un prodotto indotto da mode, gusti, strumenti tecnologici, cultura visiva acquisita di riflesso, digerita e metabolizzata (o non) sia dagli autori sia dai fruitori?